La bottiglia di Merckx

Bottiglia di MerckxIl progetto “Voci di bottega” è giunto alla conclusione!

Sabato 28 settembre alle ore 11 presso l’Archivio storico comunale sarà presentato il volume La bottiglia di Merckx. Voci, memorie e storie delle botteghe di Lodi che riunisce le testimonianze e i racconti di alcuni dei protagonisti delle attività commerciali storiche della città.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Banca popolare di Lodi, ci ha visti impegnati per più di un anno, armati di microfono e telecamera, per raccogliere storie, aneddoti e vicissitudini di alcune delle botteghe e dei negozi che hanno caratterizzato la vita cittadina dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri.
La bottiglia di Merckx è frutto di un lavoro di gruppo, che ha visto impegnati i soci di Archiviamo, i dipendenti dell’Archivio storico comunale e, ovviamente, tutti coloro che, con disponibilità e gentilezza, hanno raccontato la loro esperienza rendendoci partecipi della loro vita.

A tutti va il nostro più sentito ringraziamento.

Il volume non avrebbe visto la luce senza l’impulso e il contributo fondamentale di Paola Tramezzani, che non ha potuto vederne la conclusione. L’idea di questo libro è sua e a lei lo dedichiamo.

Sabato 28 settembre 2013, ore 11
Archivio storico comunale – Via Fissiraga 17, Lodi

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“Voci di bottega”

Storie e racconti di una Lodi che fu.

Chi ricorda oggi a Lodi il liquorificio Dolci? Chi ha più memoria del negozio di giocattoli Minazza di via Solferino? Oppure chi rammenta l’atmosfera fané della vecchia pasticceria Galbiati, nel bell’ambiente liberty? Chi è in grado di ricostruire le vicende di uno storico ritrovo come il Genio, che sta scomparendo proprio in questi giorni? Eppure, furono quelli i luoghi che segnarono l’esistenza di intere generazioni di lodigiani. Non si può quindi studiare la storia economica e sociale di una città senza riservare un posto rilevante a quei ceti che con la loro attività hanno nei secoli scorsi costituito il collante, il tessuto connettivo della vita associata: i negozianti, i commercianti, i piccoli artigiani.
Solo in anni recenti la ricostruzione storica si è occupata di questi strati sociali. Si sono così sviluppate ricerche sui negozi storici, sulla micro-imprenditoria, sulle famiglie che per generazioni hanno gestito e alimentato il flusso di relazioni di cui è fatto gran parte del vivere quotidiano delle comunità.
A Lodi un lavoro di questa fatta manca. Fin qui, nessuna istituzione culturale e nessun ricercatore storico ha affrontato il tema. Eppure, questo è il tempo. Le trasformazioni intervenute nella distribuzione e nella produzione, la presenza dei grandi centri commerciali, la concentrazione e gli altri fenomeni macroeconomici irreversibili, hanno portato alla scomparsa di una modalità di scambio che pure aveva accompagnato l’esistenza dei nostri antenati per secoli.
Il progetto si propone di iniziare un lavoro di messa a fuoco storica e documentaria di questi strati sociali e di queste attività, fatte di personaggi a volte entrati nella mitologia cittadina: basti pensare al grande cuoco e gourmet Edoardo Mazzi,l’unico peraltro a cui in tempi recenti è stato dedicato uno studio biografico (Mariella Rocco, Una costante passione, Edizioni Giona, Lodi 2008). La memoria di queste attività è del resto assai precaria: raramente le famiglie hanno conservato materiale documentario, una volta cessata l’attività. Poco si conserva negli archivi istituzionali. Soprattutto, rischia di scomparire quella messe di informazioni e aneddoti e descrizione di caratteri, che solo la testimonianza diretta dei protagonisti o dei testimoni o degli eredi può restituire.

Il progetto prevede una prima fase di ricerca per creare una mappatura della situazione del commercio e della piccola produzione dal 1900 al 1950 sfruttando la documentazione conservata in Archivio storico comunale e la pubblicistica e una successiva fase di interviste strutturate audio-video. Si procederà poi a una schedatura delle interviste e all’eventuale recupero di documentazione: archivi familiari e d’impresa, materiale fotografico e iconografico (fatture, materiale pubblicitario eccetera).
Lo studio del materiale raccolto dovrà portare alla redazione di un saggio storico e alla preparazione di una esposizione documentaria, con l’uso anche di video, per proporre le interviste.